Immagina un metallo argenteo in grado di penetrare il corpo umano per l'imaging a raggi X, contribuire al monitoraggio dei terremoti e svolgere ruoli fondamentali nei superconduttori e nella tecnologia laser. Questo è l'itterbio (Yb), elemento 70 della tavola periodica, una stella luminosa tra gli elementi delle terre rare. Sebbene meno rinomato dell'oro, l'itterbio alimenta silenziosamente i progressi nella scienza e nella tecnologia moderne.
Dal villaggio svedese alla fama scientifica
La storia dell'itterbio inizia a Ytterby, in Svezia, un villaggio che ha dato il nome anche a ittrio, terbio ed erbio. Nel 1878, il chimico svizzero Jean Charles Galissard de Marignac isolò l'itterbio mentre studiava il minerale di erbio, espandendo la famiglia delle terre rare. A differenza degli elementi indipendenti, l'itterbio si nasconde all'interno di minerali come la monazite, richiedendo un'estrazione meticolosa simile a una caccia al tesoro.
Un metallo scintillante ma volubile
A temperatura ambiente, l'itterbio brilla con una lucentezza argentea e una morbida malleabilità. Eppure la sua reattività rivaleggia con il temperamento di una prima donna: si appanna rapidamente se esposto all'aria o all'umidità, richiedendo un'attenta conservazione in condizioni inerti. Con un punto di fusione di 824°C (1515°F) e una densità di 6,98 g/cm³, l'itterbio bilancia delicatezza e resilienza.
Centrale tecnologica
Profilo atomico
Con configurazione elettronica [Xe] 4f¹⁴6s² e stati di ossidazione +3/+2, l'orbitale 4f pieno dell'itterbio garantisce un comportamento chimico unico. La sua struttura cristallina cubica a facce centrate è alla base di una forte conducibilità termica (0,349 W/cm·K) e proprietà elettriche.
Risorse globali
Depositi abbondanti in Australia, Brasile, Cina, India e Stati Uniti garantiscono forniture stabili di itterbio. Le principali riserve includono minerali di monazite e xenotime.
Frontiere future
Le applicazioni emergenti comprendono celle solari di nuova generazione e diagnostica biomedica, posizionando l'itterbio come perno per l'innovazione sostenibile.
Specifiche tecniche
Simbolo:
Yb |
Numero atomico:
70 |
Peso:
173.045
Punto di fusione:
819°C (1506°F) |
Punto di ebollizione:
1196°C (2185°F)
Densità:
6,98 g/cm³ |
Struttura cristallina:
Cubica a facce centrate
Scopritore:
Jean de Marignac (1878)
Immagina un metallo argenteo in grado di penetrare il corpo umano per l'imaging a raggi X, contribuire al monitoraggio dei terremoti e svolgere ruoli fondamentali nei superconduttori e nella tecnologia laser. Questo è l'itterbio (Yb), elemento 70 della tavola periodica, una stella luminosa tra gli elementi delle terre rare. Sebbene meno rinomato dell'oro, l'itterbio alimenta silenziosamente i progressi nella scienza e nella tecnologia moderne.
Dal villaggio svedese alla fama scientifica
La storia dell'itterbio inizia a Ytterby, in Svezia, un villaggio che ha dato il nome anche a ittrio, terbio ed erbio. Nel 1878, il chimico svizzero Jean Charles Galissard de Marignac isolò l'itterbio mentre studiava il minerale di erbio, espandendo la famiglia delle terre rare. A differenza degli elementi indipendenti, l'itterbio si nasconde all'interno di minerali come la monazite, richiedendo un'estrazione meticolosa simile a una caccia al tesoro.
Un metallo scintillante ma volubile
A temperatura ambiente, l'itterbio brilla con una lucentezza argentea e una morbida malleabilità. Eppure la sua reattività rivaleggia con il temperamento di una prima donna: si appanna rapidamente se esposto all'aria o all'umidità, richiedendo un'attenta conservazione in condizioni inerti. Con un punto di fusione di 824°C (1515°F) e una densità di 6,98 g/cm³, l'itterbio bilancia delicatezza e resilienza.
Centrale tecnologica
Profilo atomico
Con configurazione elettronica [Xe] 4f¹⁴6s² e stati di ossidazione +3/+2, l'orbitale 4f pieno dell'itterbio garantisce un comportamento chimico unico. La sua struttura cristallina cubica a facce centrate è alla base di una forte conducibilità termica (0,349 W/cm·K) e proprietà elettriche.
Risorse globali
Depositi abbondanti in Australia, Brasile, Cina, India e Stati Uniti garantiscono forniture stabili di itterbio. Le principali riserve includono minerali di monazite e xenotime.
Frontiere future
Le applicazioni emergenti comprendono celle solari di nuova generazione e diagnostica biomedica, posizionando l'itterbio come perno per l'innovazione sostenibile.
Specifiche tecniche
Simbolo:
Yb |
Numero atomico:
70 |
Peso:
173.045
Punto di fusione:
819°C (1506°F) |
Punto di ebollizione:
1196°C (2185°F)
Densità:
6,98 g/cm³ |
Struttura cristallina:
Cubica a facce centrate
Scopritore:
Jean de Marignac (1878)